martedì 6 novembre 2007, posted by Vincenzo Caruso at 12.08
Andando in giro per Second Life si incontra come al solito di tutto. Oggi sono capitato in due posti che non sono, a mio avviso, da annoverare cme esempi di ricerca di stile, di nuova architettura per SL. Fatto sta che mi hanno lasciato una impressione positiva, sopratutto perche dietro si nasconde comunque una inventiva di certo stimolata e non morta, come quella di chi riproduce la RL in SL.
Partiamo subito con le rovine sommerse di Emeral Bay. Simpatica land dove d'un tratto vi viene consigliato di "cambiare" l'ordine cosmico delle cose, posizionando il sole a mezzogiorno, poichè sotto l'acqua non si vede gran che bene!!

Proprio così ad Emerald Bay vi troverete a gironzolare per luoghi sommersi ma privi purtroppo di particolari novità o intrattenimenti, eccettuata per qualche poseball fuori, diciamo, dalla ordinaria amministrazione, certo non fatta solo per sedersi! Ma a voi l'esplorazione! Quel che è certo e che l'idea del mondo sommerso, una Atlantide in SL, stuzzica l'idea. Peccato che in Emerald Bay non si sia ampliato il progetto.





Lo stesso vale per RainForest, dove troviamo un mondo immerso in una foresta tropicale circondato da rovine, forse azteche, forse inca e sorvolate da colorati volatili.
Troppa RL, direte voi: può darsi.
Ma l'idea delle case che cadono a grappolo dagli alberi, dei fiori giganti e l'uso delle scenografie acquatiche sono decisamente da non sottovalutare: anche qui, dunque, spunti di stile e di idee che messe in un contesto "normale" rischiano di perdere la loro forza.

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lunedì 5 novembre 2007, posted by Vincenzo Caruso at 1.25
Un' isola sorta dal cratere di un vulcano ormai estinto. Oasi immersa in un vivo verde dove trovae pace dei sensi e tranquillità. Meraviglia artificiale, eco remoto di un mondo forse reale.
Continuano i mii viaggi alla scoperta di nuovi mondi: questa è Svarga!!!


Con Svarga ci troviamo di fronte ad un'interessante creazione, sebbene la grafica non raggiunga la stessa perfezione riscontrata in altri luoghi. Ma Svarga si contraddistingue per le sue peculiarità.
Tutto inizia con un tour, che vi porterà a fare un giro intorno all'isola: metodo niente male per far conoscere subito la land ai visitatori, spesso intimoriti e anche pigri di fronte a creazioni enormi.
Come è ovvio qua e la sono disseminati spazi dove ci si può fermare e rilassare al suonodi cascate e rapidi torrenti. Non solo!
L'isola è immersa in una vegetazione "viva": una abile sistema di scripting permette la generazione di vita artificiale, aspetto quanto mai intrigante.
Troverete una sala dove percussioni squisitamente orientali aspetteranno di essre suonate da voi e dai vostri amici, per ridare vita musiche perdute da tempo.

Architetture imponenti e arcaizzanti si innalzano su questa distesa verde e qua e là sgorgano fontane e volano rapidi uccelli, a cui si può dare da mangiare con un simpatico feeding system.
Insomma Svarga si presenta come una terra dalle idee originali e tendenti a quel concetto di Made in SL, presentando qualcosa di tipico e non di completamente traslato dalla RL.
Certo le influenze non mancano, sopratutto dal mondo dei videogiochi single player: camminando attraverso le montagne e la vegetazione di Svarga sembra quasi di ricordare le terre verdeggianti di Morrowind.


Svarga da l'impressione di qualcosa di dimenticato, lontano e che non trova patria ne nella vita reale ne in quella virtuale, come se fosse sospeso tra due mondi.

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domenica 4 novembre 2007, posted by Vincenzo Caruso at 6.50
Elena Maria Dagostino, artista e fotografa, nasce il 3 aprile 2007 e inizia la sua esperienza artistica intorno al settembre dello stesso anno.
Attiva anche Rl come artista, Elena si interessa all'arte anche in SL, supportata dalla sua creatività e la fervida immaginazione, incuriosita dalle potenzialità di questa nuova realtà.
La possibilità di fondere idea e creazione, concepimento e realizzazione attira fortemente la giovane artista, che si lancia alla creazione di diversi soggetti.

Interesse principale è la fotografia: primo pezzo donato al Museo del Metaverso è "Ragnatela", intrigante primo piano dell'artista avvolto da morbide linee e curve che vanno a formare una vera e propria ragnatela, fatta di sogno e di irrealtà. Ne traspare una malinconia e insieme una tenue gioia squisitamente virtuale.
Il bianco e nero è dominante nelle sue foto, spesso il colore viene utilizzato in maniera da trasmettere sensazioni di natura estetica ma anche dell'animo: un pagliaccio che guarda alla luna in una notte stellata spezzata dal blu del mare, le suggestive torri dei Giardini Perduti di Apollo, tristezza e dolore di una foresta morta o di un solitario albero all'orizzonte.
Il lavoro sull'avatar: l'avatar visto come prima opera d'arte, tema discusso recentemente e uno degli aspetti dell'acceso dibattito intorno all'arte in Second Life.
E l'artista cambia, modella e trasforma e ritrasforma il suo avatar: la prima opera in ogni sua opera.
E allora questo diventa un angelo che saluta il cielo o un pagliaccio o semplice donna immersa in un paesaggio virtuale. Il tema dell'avatar angelo, a volte diavolo, è ripreso spesso dall'artista. La statua dell'angelo bianco catturata dall'angelo nero nei Giardini di Apollo, a mio avviso hanno influenzato e colpito parecchio l'artista.

Elena Maria Dagostino ripone fiducia nell'arte di SL, considerandola non come un fenomeno passeggero ma come una realtà di fatto che ha solo bisongno di essere presa per mano, in modo da poter compiere i primi passi. Per questo il Museo del Metaverso ospiterà numerose altre sue opere che certamente faranno parte dell'Archivio destinato a scopi conservativi.
In conclusione con ElenaMaria Dagostino ci troviamo di fronte ad un'artista genuina e divertita dal suo lavoro, entusiasta e rispettosa del reale valore dell'arte in SL, troppe volte denigrato e ridotto anche a bassa merce di scambio. Le capacità di questa artista sono evidenti e alimentate anche da una grande apertura mentale, bagalio culturale ed esperienza artistica, in particolare scultura, in RL.

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sabato 3 novembre 2007, posted by Vincenzo Caruso at 12.53
Dal Blog del Museo del Metaverso

Il gruppo LiberaMente, nato per realizzare la libera circolazione delle idee e della cultura in SL, si sta concentrando sulla promozione dell'arte di Second Life, più precisamente dell'arte che nasce dall'esperienza del mondo virtuale.Per questo, abbiamo fondato il Museo del Metaverso, alla cui realizzazione architettonica ha provveduto il creativo Jester Farella, profondendo nell'operaun appassionato impegno e la sua fervida fantasia.Il nostro intento è quello di ospitare nella galleria, a rotazione, in tempi delimitati di circa un mese per ogni mostra a tema o libera, le opere di artisti che creano in SL.Non saranno chiesti compensi agli artisti per gli spazi concessi , ma il Museo conserverà una copia di ogni opera esposta, al fine di creare un archivio storico delle opere d'arte di second life. Il Museo non potrà disporre delle opere archiviate, se non previa autorizzazione dell'artista, che ne coserverà tutti i diritti d'autore.Il Museo che non ha scopo di lucro, si autofinanzierà mediante la vendita di spazi pubblicitari all'interno dell'area destinata alle mostre.Il Museo del Metaverso si trova qui.

Zer Sawell - Liberamente Group Owner

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, posted by Vincenzo Caruso at 9.13
Dopo la conferenza tenuta da Mario Gerosa l'ottobre 26 2007, personalmente ho aperto la caccia a luoghi di Second Life che rispecchiassero questa nuova visione dell'arte.
Nuovi stili, nuove prospettive, creare arte in SL partendo da SL senza però dimanticare i potenziali influssi che la RL ci offre. come i mondi virtuali proposti da videogames strapopolari (Half-Life, Myst, Elder Scrolls ecc.)
Tra i più famosi ecco Utopia, mistica e meraviglioso complesso in cui sono evidenti le influenze dal videogioco Myst e dove si è creata una architettura magnifica, degna proposta da tenere presente per il futuro architettonico di SL.

Second Life è il paradiso della pop culture, una piattaforma destinata a diventare sempre più un laboratorio artistico allargato, senza preclusioni tra alto e basso, tra arte consolidata e arte di strada, senza sciocche marginalizzazioni di culture alternative. Qui si sente piuttosto forte la presenza dell'originale, del curioso e dell'estremo. - da Second Life di Mario Gerosa



Altra eccezionale visione: the Lost Gardens of Apollo, magnifico complesso dove natura e architettura si fondono assieme tra temi arabeggianti e musiche dell'antico oriente per un totale relax dei vostri sensi.










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